I'm sorry, I wrote this only in Italian language. I hope to be able to translate it in english as soon as possible.
The first little piece say this:
Later "Rome Città' Open" ("Roma citta' aperta", from the title of an italian film), now we also have Vicenza Atlantic city.
Saturday February 17 th 2007 it was the big day of the demonstration against the project of the widening of the American military base of Ederle, Vicenza, ITALY.
The project is not big thing, a whole negligible stupidity, if compared to the environmental impact of great works as the TAV, a Pedemontana or the Bridge on the Narrow one of Messina.
But we are not speaking of an area of some square meter.
To Vicenza is in game an idea of the world.
The idea of a world in which a state "guide", by using of the collaboration of other States friends, is able or no more or unilaterally to guard and to intervene in it "regulation" of the problems after all of the Globe.
It's on this idea that, with different points of view, people and governments from some decades appeals are being played ball... with Forum... (to be continued)
...
- My entire article in Italian:

Dopo "Roma Citta' aperta", adesso abbiamo anche Vicenza citta' atlantica.
Sabato 17 febbraio 2007 e' stato il gran giorno della manifestazione contro il progetto dell'allargamento della base militare americana di Ederle.
Il progetto in se non sarebbe gran cosa, tutto sommato una stupidaggine trascurabile, se paragonata all'impatto ambientale di grandi opere come la TAV, una Pedemontana o il Ponte sullo Stretto di Messina.
Ma non e' di un'area di qualche metro quadrato che stiamo parlando.
A Vicenza e' in gioco un'idea del mondo.

L'idea di un mondo in cui uno stato "guida", avvalendosi della collaborazione di altri Stati amici, possa oppure no piu' o meno unilateralmente sorvegliare e intervenire nella "regolazione" dei problemi del resto del Globo.
E' su questa idea che, con punti di vista diversi, popoli e governi da alcuni decenni si stanno palleggiando istanze e proposte, adesioni e proteste, manifestazioni e contestazioni, Vertici e Forum.

Vicenza come simbolo di due mondi che si toccano, il confine tra l'Est e l'Ovest (o tra il Nord e il Sud, se si vuole), Vicenza come il nuovo luogo dove sono collocate le moderne Colonne d'Ercole, il punto di passaggio fra chi e' "dentro" e chi e' "fuori".
Non e' una banalita'.
Questo Governo considera l'allargamento della Base come una inezia tecnica, che non modifica e non influisce sulla politica estera, fatta di relazioni e contributi, di interventi, di assensi e dinieghi, fatta di partecipazione attiva (anche con soldati, dove occorre, e -a detta di altri- purtroppo anche dove non occorre!). Fatta di tante cose e non solo di rapporti di forza militari.
Ed in effetti una parte di ragione questo governo ce l'ha. Mi rattrista pensare che, mentre a Vicenza una Base si allarga, a Vimercate uno stabilimento industriale si dimezza, e nessuna oceanica folla di manifestanti interviene a piangere su questo declino.
Quanto vorrei che l'Alcatel di Vimercate subisse le sorti della Base di Vicenza!
Molto egoisticamente e cinicamente occorrerebbe essere contenti di una Presenza sul territorio che porta lavoro indotto al tessuto commerciale e occupazionale locale. Sarebbe pero' da storcere il naso se si pensasse che questo lavoro indotto potrebbe essere piu o meno definitamente inserito in un anello della catena di montaggio della macchina infernale della guerra, quella sporca guerra di cui si serve "l'impero dei dominatori del mondo per regnare sullo status quo".

Quindi: base o non base?
Si potrebbe mettere una mano sul cuore e l'altra sul di dietro, e far passare 'sta puzzona di faccenda ponendo pero' un pietrone sopra ad eventuali seguiti. Dire cioe' agli USA: OK, ti concediamo questa benedetta base, ma da oggi si cambia politica estera! Non e' molto distante, questa mia proposta, dalle reali intenzioni di questo Governo.
Avrebbero dunque torto i manifestanti?
No. Calma! Manifestare era doveroso ed importante, anzi oserei dire utile. Utile a tutti, al Governo, all'Italia, all'alleanza Atlantica, agli americani stessi, alla politica che attuera' Bush nel prossimo futuro. Per dire qualcosa a questi Governi, come era dovere fare.

Non si tratta di una manifestazione di italiani contro americani. Ma di una manifestazione dei popoli per parlare ai loro Governi. Anche molti americani solidarizzano con questa protesta, che (fortunatamente ha assunto toni non violenti, come tutti si auspicavano) si affianca all'altro evento contemporaneo ad essa: la manifestata deliberazione della Camera di Washington di non incrementare piu' l'industria della guerra, non aumentare il numero di soldati in Irak, di cambiare rotta, di voltare pagina.
Perche' il vero sale della democrazia e' quando si fanno imponenti manifestazioni non per ribaltare o cacciare governi, ma per dire loro cosa fare.
E' molto probabile che la richiesta dei manifestanti, nel senso strettamente tecnico, verra' respinta. Ma qualcosa, nella coscienza generale dei governanti italiani e americani, rimarra'. Era giusto pertanto manifestare a Vicenza. Per continuare ad essere atlantici, ma con una nuova e piu' moderna concezione del mondo.

non è saggio stare contro gli americani, ma è opportuno far capire loro che noi italiani non siamo il loro "pasto" noi siamo un popolo libero, loro alleato e siamo loro debitori dopo la seconda grande guerra, ma ciò non implica che dobbiamo essere loro servitori, e le nostre idee potrebbero differire dai loro desideri militari, il nostro governo dovrebbe ascoltare di più il suo popolo.
Come in Val Di Susa, 10, 100, 1000 Vicenza!